Male non fare, paura non avere
26 marzo 2008
due anni fa il PM barese Francesco Bretone disponeva il sequestro e l’oscuramento del portale di Raffaella Di Marzio,
studiosa di fama internazionale
Un atto di questa gravità veniva deciso per presupposta “situazione d’urgenza”.
Il sequestro avveniva per questo su provvedimento del PM titolare delle indagini sul caso Arkeon senza la necessità di una preventiva decisione
del Giudice per le indagini preliminari.

Circa un mese dopo il sito veniva dissequestrato ma a condizione di non fare più riferimenti ad Arkeon. Erano gli effetti del sequestro come fatto ormai compiuto.

L’atto censorio si fondava su accuse tanto clamorose da essere subito rese pubbliche e discusse in quanto tali, non senza disappunto degli inquirenti.

Quelle accuse saranno però accantonate nei successivi atti del PM.
Già nel luglio 2008 il pm Bretone disponeva infatti lo stralcio della posizione di Raffaella Di Marzio rispetto
agli altri indagati sul caso Arkeon.

Il presunto <promotore della riorganizzazione> di Arkeon (sic!) prendeva così la via
dell’archiviazione anzichè
quella del processo!

Quelle accuse avevano però in precedenza giustificato la gravità e l’urgenza dell’atto di sequestro con la conseguenza che una voce tanto autorevole quanto scomoda per l’accusa era stata intanto e comunque delegittimata.

Dopo due-anni-due non si hanno ancora notizie del suo proscioglimento formale che pare essere ostaggio del processo Arkeon, ormai a tempo indefinito.
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